Riformati
Al riformista piacciono Rutelli e Casini.
All’anima del riformismo…
Il centro non c’entra col riformismo e neanche col liberalismo. Almeno è cio’ che ho pensato io quando , poco tempo fa, ho letto sul foglio arancione che : Casini e Rutelli stavano diventando i loro beniamini. Ma è ovvio che tanta è la confusione generata attorno al problema udc-margherita . I rispettivi poli , un giorno si e l’altro pure , devono combattere con l’incubo neocentrismo. Ora nella CdL c’è da sciogliere il nodo del proprorzionale mentre a sinistra Rutelli si riavvicina a Prodi. Insomma sembra che questo vortice di alleati poco alleati , non voglia mai terminare e credo sara’ cosi’ , probabilmente, fino a nuove elezioni.
Mi sono chiesto, in questi ultimi mesi in particolar modo : e’ possibile incasinare e incasinarsi con la questione politica italiana del momento ? A quanto pare si e ci pensano politici e stampa a cavalcare l’onda anomala. Se da un lato abbiamo una Cdl che da sempre si presenta come un polo liberale , a sinistra si ha un riformismo da sempre paventato, mai andato in onda e già appiattito su un centrismo di ritorno. In questo panorama politico caotico , chi informa disinforma a dovere favorendo ovviamente giochini di potere nostrani. E cosi’ i riformisti diventano adoratori di uno strano modo di intendere il riformismo , un po’ neocentrista a dire il vero e i pseudo liberali della Cdl si presentano come liberali a parole , moderati nei proclami (sotto titolo cattolici), vuoti nei concetti. Poco laicismo di stato ma tanto confessionale e monopolista che è antitesi di laico, liberale e liberista.
L’Italia ha bisogno di novità, lo dice il Presidente della Camera, e forse non sbaglia. Ma se per novità si vuol intendere dettare linee guida udiccine e stataliste , siamo alle solite caotiche ed egocentriche crisi da dc-privazione, ed ancora una volta quella svolta liberale a destra e riformista a sinistra tarda ad arrivare ed è probabile che si dovrà attendere ancora molto per averne un piccolo test. Nessuna novità quindi ma una grande certezza : agli italiani nel 2006 non bastera’ piu’ stringere la cinghia perchè si spezzerà e a quel punto converra’ mettersi le mutande piu’ belle , perchè saranno loro , uniche e sole a far bella mostra nel “Bel Paese”.


















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