L@R@dice


I dubbi di una missione frettolosa

August 17, 2006

No , non è la solita missione ed io non farò ne l’uccellaccio del malaugurio come molta gente di sinistra ha fatto e fa tuttora nei confronti dei nostri soldati in Afghanista e Iraq. Non vuole essere nemmeno , la mia ,  una riflessione atta esclusivamente a sottolienaeare un certo approccio maldestro della nostra politica in  momenti cosi’ importranti della politica internazionale. Ma un pensiero un po’ piu’ profondo nei riguardi di questa missione libanese va fatto per il bene di tutti , per una obiettività ormai relegata ai margini della vita politica reale italiana.

Questa missione va fatta per aiutare chi e per arrivare a cosa?

Questi dubbi , non solo miei, vanno esaminati ad uno ad uno , perchè stiamo andando , in ogni caso, in territori poco favorevoli al dialogo e con la tensione alle stelle.

 

Questa missione in primo louogo , dovrebbe servire per tamponare la guerra in corso , ma , siamo sicuri che davvero si possa tamponare un’escalation di guerra come questa che sta avvenendo in Libano solo con caschi blu? E siamo certi che le regole di ingaggio siano “per tutti” le stesse? Oppure saremo gli unici a non poter sparare perchè “questa” è una missione di pace? Ma se ci fosse la pace in Libano , probabilmente non ci sarebbe voluta neanche l ‘ Onu , non ci sarebbero volute Usa , Russia , Francia per attuare il piano libanese.

Bisogna che il popolo italiano sappia con sicurezza se in Libano andremo per subire altre perdite oppure potremo rispondere a qualsivoglia tentativo di attacco nei nostti confronti.

Altra questione è sul “chi andremo a difendere“. Come detto in un post precendente agli ebrei italiani poco è piaciuto il comportamento del nostro attuale governo ( e neanche a me è piaciuto molto). Quell’edistanza che sa di “grosso calderone” in cui tra assassino e vittima non vi è differenza anzi …

Credo che all’avvento di una missione cosi’ delicata , bisognerebbe parlare con franchezza agli italiani , siano essi elettori dell’Unione o della CdL.  E’ tutta l’Italia che verrà coinvolta in questa missione “di pace” , e come per Iraq e Afghanistan , ci aspetteremmo grandi girotondi , manifestazioni di piazza , dimissione dei pacifisti unionisti.

Tutto tace , questa è una missione di “PACE” non come quella in Afghanistan che è una missione di “pace” ma molto meno pace (loro sanno distinguere tra pace e pace , se no non sarebbero moralmente superiori ci mancherebbe).

La missione in Libano è una missione che presenta davvero tanti lati negativi , per come è stata preparata anzi non preparata , per come si è comunicato all’talia il tutto , per le regole di ingaggio ancora campate in aria , per il fatto che nessuno abbia detto chiaramente che si va in Libano per proteggere Libano e Israele.

Sono quei dubbi che ti fanno sentire lontano anni luce dalla politica del tuo paese , dove tutto è il contrario di tutto . Ricordiamocene alle prossime elezioni , e soprattutto gli elettori di sinistra sappiano che non si puo’ stare con due piedi in una scarpa  e poi la guerra e guerra , anche quando la politica occidentale magnifica questa missioni (talvolta anche inutili)  chiamandole di “peacekeeping” mantenimento della pace. Mantenimento , giusto , e dove la pace non c’è?

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